Terra Madre 2008
Dicembre 8th, 2008 Posted in NotizieCinque giorni dedicati al “Buono, pulito e giusto” hanno segnato l’inizio della inevitabile fusione fra le due anime di Slow Food: i produttori e i consumatori. Questo è stato, lo spirito di Terra Madre, dove gli oltre 170.000 visitatori di questa sesta edizione, hanno percorso gli stand del Lingotto, allenato e affinato il loro palato nei Laboratori del Gusto. Dodici anni-ventidue se si vuole piantare la bandiera della prima tappa nell’anno di fondazione di Slow Food-per intraprendere questo affascinante viaggio alle radici del cibo: dal piatto alla terra, dalla dimensione squisitamente gourmettistica alla neogastronomia, dai frutti del fruttuoso albero del Salone del Gusto al ventre di Terra Madre, per la prima volta insieme in un unico evento. Anche questa è solo una tappa: il viaggio continua, avido di biodiversità, di educazione e di piacere, cambiando forma e sostanza. Ma Terra Madre, è anche un evento mondiale, in cui si confronta sul futuro del lavoro, scambiandosi soluzioni, idee, prospettive intorno a un cibo buono dal punto di vista gastronomico, sostenibile nel suo impatto ambientale ed equo dal punto di vista della remunerazione ma anche della gratificazione sociale. Uno spazio importante di questa edizione è stato dedicato alla rete dei Presìdi: tante le novità, ci racconta lo Chef Pasquale Fatalino, presente come delegato Slow-Food a Terra Madre. Tra le novità: il primo presidio in Giappone, l’insalata takana di Unzen; l’Uzbekistan, con il Presidio delle vecchie varietà di mandorle, l’Afghanistan, con il presidio dell’uvetta di Herat e l’Etiopia, con il miele bianco di Wukro. “Ma i Presìdi -dice Pasquale Fatalino sono anche un esempio di come sia possibile creare microeconomie virtuose e costruire, nell’incontro tra produttori e consumatori, un mercato più “giusto”. Durante i cinque giorni, il nostro chef Pasquale Fatalino con Beppe Zullo ha partecipato ad uno show-cooking che ha riproposto per i cittadini di Noci durante l’ultima edizione di Bacco nelle gnostre. Terra Madre, -ha concluso-Falatino, oltre a rappresentare l’esempio della grande qualità gastronomia, condivide un progetto ambientale e culturale, cioè il recupero e la salvaguardia della tradizione, progetto a cui mi dedico anch’io, e spero che presto anche Noci possa diventare città Slow-Food.
(articolo tratto da: “Nocigazzettino”)